La condanna di Berlusconi è un’ottima notizia, tutto il resto no

8 Agosto 2013 Commenti chiusi

Sembrava impossibile potesse capitarmi invece è successo veramente”, cantava anni fa Mario Venuti. Ed anche a Berlusconi è successo veramente. Dopo una ventina di anni che riesce, quasi in modo miracoloso, a scampare sentenze di condanna quasi inevitabili (non che sia stato facile, e c’è stato bisogno tra l’altro di una cospicua dote di leggi ad personam che lo stesso imputato si è fatto depenalizzandosi il reato a processo in corso, in pratica erano leggi ad se), il Cavaliere (che forse non sarà Cavaliere più per molto) non ha fatto in tempo ad allearsi col Pd che subito l’han condannato. Quando si dice la sfortuna! La Cassazione ha confermato i quattro anni per evasione fiscali, tre condonati uno da fare in qualche modo (non in carcere): c’è comunque di che stupirsi per questa condanna. Lo stupore non è certo dovuto alla limpidezza morale di Berlusconi: come ha ricordato causticamente Marco Travaglio su Il fatto quotidiano del 2 agosto, “chi l’avrebbe mai detto che il compare di Mangano, Gelli, Craxi e Dell’Utri – per citare solo i migliori – già amnistiato per falsa testimonianza, prescritto due volte per corruzione giudiziaria e cinque per falso in bilancio e una per rivelazione di segreto, tuttora imputato per induzione alla falsa testimonianza, nonché condannato in primo grado a 7 anni per concussione e prostituzione minorile, avrebbe potuto un giorno o l’altro diventare un pregiudicato?”. A sorprendere è piuttosto il fatto che sia stato alla fine condannato uno che per due decenni è parso trovarsi veramente al di sopra delle leggi, in una bolla di impunità dalla quale gli era consentito di fare tutto senza temere di essere sottoposto al giudizio della legge come invece succede agli altri cittadini. Invece, alla fine, anche uno così “intoccabile” alla fine una condanna, seppure piccola, se l’è beccata: non è il trionfo della democrazia perché già troppe volte Berlusconi, seppur ritenuto colpevole, era riuscito a sfangarla; è però una sorta di “rivincita” della democrazia che, dopo aver tollerato troppo a lungo che in Italia ci fosse almeno un cittadino al di sopra di ogni legge, è riuscito a porre un pur piccolo laccio di uguaglianza e giustizia attorno a quest’uomo, che a questo punto può anche essere definito, senza timore di smentita, pregiudicato. Prosegui la lettura…

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Il treno per il Quirinale

17 Aprile 2013 Commenti chiusi

Una legislatura che è nata agonizzante e che potrebbe (ma non è detto) morire anche prima di essere riuscita ad esprimere un nuovo governo è chiamata da domani a fare quella che forse sarà l’unica cosa importante, e veramente significativa per il futuro del nostro Paese, della sua travagliata esistenza: l’elezione del Presidente della Repubblica. Si tratta di una partita ben più importante di quella per l’eventuale nomina di un nuovo governo, che pur ha la sua centralità negli assetti politici di una nazione: un governo formato in queste condizioni di maggioranza frammentaria e variopinta, ammesso e non concesso che mai si riesca a trovare un’intesa per crearlo, potrebbe durare veramente poco, e quindi avere uno spazio di manovra, e di possibilità di lasciare il segno, davvero limitato; viceversa, il Presidente della Repubblica durerà comunque sette anni, durerà sette anni anche se riuscire a nominarlo dovesse richiedere numerose votazioni, durerà sette anni anche se le Camere che lo sceglieranno dovessero venire sciolte subito dopo, durerà sette anni in ogni modo, e ciò significa che per i prossimi sette anni uno degli attori più importanti della politica italiana sarà scelto nei prossimi giorni (da domani le prime votazioni) da queste sbrindellate Camere. È una ragione di più per fare le cose a modo secondo coscienza, affinché il senso dello Stato prevalga sugli interessi particolari dei partiti. Ci si riuscirà? Prosegui la lettura…

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Demonizzare Grillo non è il modo per salvare l’Italia

30 Marzo 2013 Commenti chiusi

Mentre scrivo queste righe, sta per scoccare la mezzanotte tra venerdì 29 e sabato 30 marzo 2013, e sarà una lunga notte. Sembra qualcosa di simile a Notte prima degli esami (la canzone, non il film), in cui però gli esaminandi non sono i giovani che devono sostenere la maturità, bensì è un’intera nazione, la nostra, che si trova al bivio tra un azzardato tentativo di formare un governo ed un’ancora più azzardata scelta di tornare alle urne. Sarà una lunga notte, e lo sarà soprattutto per il povero Napolitano, un Presidente della Repubblica nei confronti del quale talvolta mi è capitato di dissentire, ma che in questo frangente ha la mia massima solidarietà per il gravoso compito che la Costituzione lo chiama a recitare. Si tratta di un compito così gravoso che secondo qualcuno domattina, quando dovrebbe sciogliere le riserve sul nuovo nome da “lanciare” per il Governo, secondo alcuni giornalisti potrebbe piuttosto decidere di gettare la spugna rassegnando le dimissioni, ponendo fine con lieve anticipo al mandato, in modo tale che – sempre che in Parlamento non ci siano altri stalli – si accorcino i tempi per l’elezione del suo successore, il quale se non altro avrebbe la possibilità di sciogliere le Camere non appena lo ritenesse opportuno (a Napolitano, che si trova nell’ultimo semestre di carica, questa facoltà è preclusa). Magari mi sbaglio, ma a mio dire non sarà questa la strada che sceglierà Napolitano, o comunque non adesso: concludere il settennato con un nulla di fatto così clamoroso penso non piacerebbe a nessuno, e credo che il nostro Presidente della Repubblica proverà a giocarsi fino in fondo tutte le carte al fine di dare al Paese un governo prima della scadenza del suo mandato. Se proprio avesse voluto concludere con le dimissioni, avrebbe potuto accettare l’azzardo che sembra gli abbiano proposto dal Pd (e dagli alleati di Sel), ossia quello di provare comunque a chiedere la fiducia all’abortito governo Bersani: i numeri al Senato mancano ma secondo molti qualche franco tiratore a consentire il raggiungimento della maggioranza si sarebbe potuto trovare. Avrebbe dato vita al governo più fragile di sempre (un governo sostenuto da non si sa chi e che non avrebbe potuto mai chiedere la fiducia, rischiando lo scalpo su ogni eventuale mozione di sfiducia), ma ci sarebbe stato un governo; in caso di fiducia respinta, a quel punto Napolitano avrebbe avuto un serio motivo per andarsene. Visto però che – a mio parere giustamente – quell’azzardo non è stato tentato, ho la speranza che Napolitano proverà a tirare fuori un asso dalla manica. Prosegui la lettura…

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L’alleanza Pd-M5S è impossibile. O no?

21 Marzo 2013 Commenti chiusi

Un nuovo Papa – l’argentino Jorge Maria Bergoglio che tra l’altro ha assunto il nome pontificale di Francesco, scelta di certo commendevole e che a me, che sono laico ma non per forza anticlericale, non dispiace affatto – che si sposta in autobus e passeggia tra la gente come un normale prete, rifiutando gli “status symbol” più lussuosi della sua carica ed anzi manifestando anzitutto la sua volontà di stare dalla parte dei poveri; due nuovi Presidenti delle Camere – Boldrini e Grasso, due nomi interessanti e comunque fuori dalle gerontocrazie dei partiti – che come primo passo scelgono di tagliarsi lo stipendio; un nuovo presidente del Coni che come primo provvedimento abolisce i biglietti gratis per i politici allo stadio, e così via. Dire che l’Italia si sta “grillizzando” è una spiritosa iperbole, però qualcosa sembra proprio che stia cambiando. Credo che sarebbe più che sciocco attribuire a Grillo i meriti di questa metamorfosi che sembra iniziare; ritengo che comunque gli vada riconosciuto di aver fiutato – e per certi versi avergli dato voce – lo Zeitgeist “anti-casta” che in Italia è già un po’ che circola sottotraccia e che ora, ed anche proprio l’exploit elettorale di Grillo ne è una manifestazione sontuosa, sta venendo sempre più allo scoperto. Prosegui la lettura…

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Breve atlante degli errori del Pd

11 Marzo 2013 Commenti chiusi

Dopo le recenti elezioni, il sempre pungente Marco Travaglio, dalle colonne del Fatto Quotidiano, ha lanciato un sagace consiglio a Bersani: ritirarsi, magari chiedendo il favore a Benedetto XVI – il papa dimissionario che ha lasciato il soglio pontificio da un paio di settimane e per sostituire il quale si aprirà domani il nuovo conclave – di trovare per lui una piccola cella a Castel Gandolfo nella quale ospitarlo. Mi sembra un consiglio sensato: per Bersani l’unico modo onorevole per salvare la faccia dopo il disastro che ha combinato, non senza responsabilità, sarebbe quello di abbandonare la scena politica. E con lui, tutta la nomenklatura del Pd farebbe bene a lasciare la scena: certe sconfitte non si improvvisano, e la batosta subìta dal centrosinistra alle recenti elezioni, in cui la coalizione guidata da Bersani era accreditata di un vantaggio stratosferico, è stato un autentico capolavoro di autolesionismo e incapacità, di presunzione e superficialità – senza dimenticare il peccato originale del Pd, che il partito si porta dietro sin dalla sua fondazione, ossia quello di aver tradito i valori della sinistra. Andiamo però con ordine. Prosegui la lettura…

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Scenari politici dopo l’Apocalisse

1 Marzo 2013 Commenti chiusi

Il Pd ce l’ha fatta anche stavolta! È riuscito a perdere – o comunque a non vincere, ma “perdere” è il termine adatto perché si è trattata di una vera e propria batosta – anche queste elezioni! Vorrei parlarvi di tutti gli errori che ha fatto il Pd nell’ultimo anno, ma non mi basterebbe lo spazio, ci vorrebbe un articolo a parte (forse addirittura un libro!), articolo che comunque mi riprometto di scrivere quanto prima. Per ora credo sia più interessante guardare ad un’attualità che hai dei risvolti tanto clamorosi che stanno facendo il giro del mondo, cercando di analizzare non solo cosa è successo ma soprattutto cosa potrebbe succedere adesso. Prosegui la lettura…

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In democrazia (quasi) nessun voto è inutile

21 Febbraio 2013 1 commento

Il “percorso di avvicinamento” di questo blog alle prossime fatidiche elezioni, che ormai sono imminenti, è stato “interrotto” per cause di forza maggiore, ossia le dimissioni del Papa che meritavano un articolo a sé. Ora che mancano pochi giorni alle elezioni che potrebbero cambiare l’Italia, ma che non è escluso che la lascino così com’è, riprendiamo il filo di quel discorso con le ultime riflessioni da fare prima di esercitare nell’urna il nostro diritto-dovere di esprimere una nuova (sperando che nuova lo sia davvero) classe dirigente. Prosegui la lettura…

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Vivo un Papa se ne fa un altro

14 Febbraio 2013 Commenti chiusi

Con un piccolo grande colpo di scena che ha mandato in tilt agenzie di stampa e organi di informazione, lunedì scorso, 11 febbraio 2013, Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, ha annunciato le proprie dimissioni dal soglio pontificio, che avranno effetto a partire dalle ore 20 del 28 febbraio, giorno dopo il quale andrà indetto e tenuto un nuovo conclave per la proclamazione del nuovo pontefice. Non che Ratzinger non lo potesse fare: la rinuncia al papato è prevista dai codici vaticani, ed anzi non deve nemmeno essere ratificata da nessuno, vale automaticamente; il gesto ha comunque colto di sorpresa i più perché, quantunque come detto sia un’eventualità prevista dalle leggi, le abdicazioni papali sono accadute ben poche volte nella storia, e non se ne vedeva una dal Quattrocento. Insomma, nella storia moderna, si tratta di una novità assoluta. Prosegui la lettura…

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Il voto nel vuoto

7 Febbraio 2013 Commenti chiusi

A giudicare dal livello della campagna elettorale, l’Italia più che alla vigilia del voto sembra pronta al salto nel vuoto. Le campagne elettorali non sono mai contraddistinte da una particolare effervescenza di cervelli, anche questo è vero: se, come si sa, specialmente in un paese come il nostro, all’accaparramento dei voti contribuisce più una posa accattivante che una proposta intelligente, è comprensibile che i candidati facciano a gara più a farsi vedere con teneri cucciolotti in braccio che non a lanciare programmi strutturati e innovativi. Ho l’impressione tuttavia che la campagna elettorale 2013 in tal senso stia un po’ troppo passando il segno, in un rimbombante latrare di accuse e colpi bassi da un leader all’altro che conferisce a queste settimane un desolante senso di vuoto. Lo schieramento delle candidature a “tre più tre” – cioè tre “teste di serie” in corsa per la vittoria più tre gregari pronti a strappare voti in qua e là se non addirittura a piazzare la zampata – credo contribuisca all’esasperazione di questa tendenza: il confronto sui contenuti deve essere tenue perché rivelerebbe che essi sono pochi e non troppo dissimili da quelli degli antagonisti diretti; allora tanto vale scannarsi sui personalismi, sulle accuse incrociate, sugli scheletri negli armadi… Prosegui la lettura…

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Berlusconi prima e dopo Santoro

18 Gennaio 2013 Commenti chiusi

Circola sul web (su questo sito) una simpaticissima vignetta, in cui ad un ragazzo che dice «Toh! È resuscitato Vasco!», con riferimento a Vasco Rossi che ha comunicato il ritorno alle scene dopo che aveva annunciato il ritiro, viene risposto «Deve essere andato anche lui da Santoro»! Prosegui la lettura…